Circuiti di spegnimento

Proponiamo due disposizioni circuitali molto utilizzate in pratica, che permettono di limitare le sovratensioni all’interuzione dei circuiti induttivi.

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Apertura di un circuito induttivo

Il circuito di fig. 6.3 a), chiuso da tempo illimitato, è percorso dalla corrente I = E/R e l’energia immagazzinata nell’induttore vale W= 1/2 LI2.

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Transitori nei circuiti R – L

 

Consideriamo il circuito di fig. 6.1, dove un conduttore di induttanza L e di resistenza R L è alimentato da una rete lineare comunque complessa schematizzata, secondo il teorema di Thévenin, dalla serie di un generatore di tensione ideale e di una resistenza equivalente R,,,. La resistenza totale del circuito, vista dall’induttanza, risulta

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Forza di attrazione di un elettromagnete

L’elettromagnete di fig. 5.6a è alimentato da un generatore di corrente. Sappiamo per esperienza che esso esercita una forza di attrazione sull’ancora mobile di ferro: ci proponiamo ora di calcolarne il valore.

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Correnti parassite

Rapide variazioni di flusso inducono tensioni nello spazio e nei materiali circostanti (vedersi articolo «Calcolo della tensione indotta come variazione di flusso»). Anche nei nuclei magnetici interessati da flussi variabili nel tempo vengono indotte tensioni come in fig. 5.4.

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Perdite per isteresi

Nell’articolo «Energia nei circuiti magnetici» si è dimostrato che il circuito magnetico restituisce tutta l’energia immagazzinata se la caratteristica di magnetizzazione viene percorsa identicamente nei due sensi.

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Energia nei circuiti magnetici

Nella disposizione sperimentale di fig. 5.1 si suppone che l’avvolgimento sia privo di resistenza ed abbia N spire; la caratteristica del circuito magnetico è data dal grafico a).

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Caratteristica dei circuiti magnetici in parallelo

Nel circuito magnetico di fig. 4.14 il flusso si suddivide nei due tronchi in parallelo, indicati con 1 e 2, dei quali sono note le caratteristiche, riportate nelle figure a) e b). Il tronco 2 è composto a sua volta da più parti in serie, e ne viene data la caratteristica totale, la quale, a causa dell’ampio traferro, presenta un ginocchio poco pronunciato.

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Caratteristica dei circuiti magnetici in serie

Raramente un circuito magnetico è omogeneo come quello visto al paragrafo precedente; molto più spesso i circuiti magnetici sono composti da più tronchi diversi nelle dimensioni e nei materiali di cui sono costituiti.

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Calcolo dei circuiti magnetici

Prendiamo ancora in esame il circuito magnetico toroidale omogeneo illustrato in fig. 4.2 illustrato nell’articolo caratteristica di magnetizzazione; il materiale che ne costituisce il nucleo presenta la caratteristica H-B riportata in fig. 4.10 a).

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