Scenografia stampata in 3D a Roma

Un impianto scenico completo stampato in 3D. È la prima volta che succede in Italia ed è stato possibile grazie alla tecnica di WASP (World’s Advanced Saving Project)

il progetto ideato nel 2012 da Massimo Moretti, per produrre stampanti con l’intento di incentivare sviluppo sostenibile e auto-produzione – che ha stampato l’intero impianto scenografico dell’opera “Fra Diavolo”, in scena al Teatro dell’Opera di Roma, dall’8 al 21 ottobre.



L’impresa è cominciata con la consegna, da parte dello scenografo, di un modello 3D raffigurante due edifici storici deformati, due grandi facciate con finestre e terrazzi, simili a un quadro di Dalì. Il regista Giorgio Barberio Corsetti che ha considerato la percezione deformata della realtà come elemento centrale dell’opera, con il sostegno del sovrintendente dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes ha scelto la stampa 3D come mezzo per ottenere il risultato desiderato.

«La sfida che ci è stata proposta dal Teatro dell’Opera era molto rischiosa – dice  Massimo Moretti  –. Non era mai accaduto che la stampa 3D venisse applicata a un materiale così grande. La plastica che usiamo normalmente ha un costo enorme, se viene rapportato ai 1500 chili della scenografia da produrre.

Abbiamo usato, allora, un materiale ricavato dal mais, naturale e che può essere facilmente riciclato: il giorno in cui questa scenografia non servirà più la si potrà triturare e riusare per una nuova e diversa opera».

Un aspetto importante quello del riciclo che rientra nella mission eco-sostenibile di WASP e risponde alla visione più ampia del sogno di Moretti e della sua squadra, ovvero dare a chiunque la possibilità di realizzare i propri oggetti scaricando il progetto dalla rete o realizzandone di propri, con una produzione che  riduce i costi di trasporto e diminuisce drasticamente lo spreco di materiale, rallentando l’incremento di rifiuti da smaltire.

Il modello 3D da cui è partito il progetto si presentava come un blocco unitario ed è stato necessario suddividerlo in 223 pezzi che potessero rientrare nelle dimensioni di stampa della DeltaWASP 3MT, ovvero un cilindro di 1 metro x 1 metro. Il materiale utilizzato è PLA colorato di pigmento bianco. Il team WASP ha costruito 5 stampanti, che sono state utilizzate a pieno ritmo per circa tre mesi.

La scenografia stampata in 3D è PLA colorato di pigmento bianco. Sono state necessarie 5 stampanti costruite appositamente dalla WASP che sono state utilizzate a pieno ritmo per circa tre mesi, Foto di ®Yasuko Kageyama, Ufficio Stampa Wasp


La sfida maggiore è stata dettata dai tempi. «Per questo lavoro – continua Moretti – abbiamo preso in affitto un capannone vicino alla nostra sede (a Massa Lombarda, in provincia di Ravenna), adesso è nostro e siamo l’unico service di stampa 3D capace di produrre oggetti di grandissime dimensioni.

Questo del Fra Diavolo è un caso in cui è l’arte a trascinare l’industria e apre a nuove creazioni e a nuove possibilità di lavoro».

D’altra parte WASP, come si legge sul sito «nasce dalla sfida lanciata dall’arte alla scienza: l’arte affonda le sue radici nell’intuizione chiedendo alla scienza di trovare soluzioni per concretizzare sogni».

La visione, all’inizio, è stata  una stampante per realizzare oggetti in plastica bio, in argilla, silicone, materiali biocompatibili o che fresasse il legno, i metalli, il carbonio.

La tecnologia ha dato come risultato una macchina in grado di creare piccoli oggetti (in ceramica e porcellana per la casa). Da quei piccoli oggetti stampati negli ultimi anni alla grande scenografia il passo è stato breve. Ora l’obiettivo di Swap è stampare la casa.

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