Massime del Buddha Lo Stolto

Che lo stolto mangi pure il suo cibo mese per mese
con la punta di un filo d’erba kusha: egli non vale di certo
la sedicesima parte di quelli che hanno approfondito
la vera legge

La cattiva azione non si coagula d’un tratto come latte
già fresco, ma segue lo stolto come fuoco sotto la cenere.

Se la conoscenza dello stolto si desta, essa dissipa
la di lui fortuna, rompendogli la testa.

Che lo stolto persegua pure nel desiderio
di una falsa reputazione, della precedenza tra i monaci,
del dominio sui monasteri e della considerazione
tra l’altra gente.

“Che il padre di famiglia e chi ha abbandonato il mondo
reputino che questo sia mia opera;
siano anche essi sottoposti a me in tutto quello
che devono o non devono fare “, così ragiona lo stolto
e, intanto, crescono la sua brama e il suo orgoglio.

“Una è la strada che conduce al guadagno,
un’altra quella che conduce al nirvana”, Se il monaco
discepolo del Buddha ha appreso ciò,
egli non desidererà la gloria, ma si impegnerà
per allontanarsi dal mondo.

 


 

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