La Magia dei numeri – Numerologia

La Numerologia è vastissima, occorrerebbe un sito intero per trattarla. Pertanto questo articolo ne rappresenta solo una sintesi.

Pitagora di Samo (582 a.C. – 495 a.C.)

La Numerologia è la Scienza dei Numeri; il termine deriva dal latino “numerus” = “numero”, e dal greco “lògos”, secondo elemento che in parole composte significa “discorso, espressione, ragionamento, teoria, trattazione”.



Il termine Aritmoscopia deriva dal greco “arithmòs” = numero e “skopìa” = “esame e osservazione”, dal verbo “skopéin”= “esaminare e osservare profondamente”. Aritmoscopia significa “Osservazione profonda dei Numeri”. Da questo termine è derivata l’Aritmologia e l’Aritmosofia.

L’origine della Numerologia, definita Aritmoscopia nella parte Esoterica, è attribuita al Maestro Pitagora, ma in realtà esiste fin dalla fondazione della Gerarchia Spirituale sul nostro pianeta, 18 milioni e mezzo di anni fa, di cui Pitagora faceva parte, ed oggi è noto con il nome di Maestro Koot Humi.

Nell’antica civiltà di Atlantide conoscevano già il profondo significato dei Numeri e dopo la scomparsa di quella civiltà il segreto sui Numeri sopravvisse nell’antico Egitto e in altre zone del pianeta.

SIMBOLI GRAFICI DEI NUMERI IN 6 LINGUE ANTICHE

Pitagora ha diffuso il Segreto dei Numeri in Occidente, mentre in Oriente il compito è stato svolto da Lao Tzu (VI secolo a.C.) con la sua Cosmogonia Taoista della manifestazione dell’essere attraverso i regni “numerici” dell’esistenza: “Il Tao produsse l’Uno / l’Uno produsse il Due / il Due produsse il Tre / il Tre dette vita a tutti gli esseri”.

A Pitagora si attribuisce anche la diffusione di un sistema di notazione musicale nel quali i suoni erano rappresentati da simboli numerici. In seguito Aristotele (384-322 a.C.) modellò la “metafisica” dei Numeri, valutando che i concetti matematici erano più facili da regolare e classificare rispetto quelli fisici e ipotizzando che tutti i numeri derivassero dall’Uno e dalla sua moltiplicazione: “la diade genera l’indeterminazione, ovvero se c’è della materia alla quale dare una forma, la forma stessa determina che essa sia nei suoi limiti né più grande né più piccola di ciò che è, quindi piccolo e grande sono una coppia di concetti simmetrici e polari.”

 Quindi si ipotizzano non più due principi ma un principio bipolare, in sintonia con il pensiero difuso da Lao Tzu.

I pitagorici assegnarono ai numeri particolari proprietà. Il numero 1 era considerato il progenitore di tutti i numeri e caratterizzava la ragione. Geometricamente, 1 era rappresentato dal punto, a sua volta considerato il progenitore di tutte le dimensioni dello spazio. Il numero 2 era il primo numero femminile, ed anche il numero dell’opinione e della divisione.

Geometricamente, 2 era rappresentato dalla linea, determinata da 2 punti, che ha una dimensione. Il numero 3 era considerato il primo vero numero maschile, ed anche il numero dell’armonia, combinando l’unità (il numero 1) e la divisione (il numero 2).

Tetraktis

Per i pitagorici, l’espressione geometrica del 3 era il triangolo, determinato da 3 punti non giacenti su una retta, ed esteso in due dimensioni. Il numero 4 rappresentava la giustizia e l’ordine.

Geometricamente, quattro punti che non giacciono sullo stesso piano formano un tetraedro, una piramide con quattro facce triangolari, il cui volume si estende nelle 3 dimensioni.

Uno status speciale agli occhi dei pitagorici, veniva conferito al numero 4, in quanto strettamente connesso al numero 10, che rappresenterebbe il tutto. Infatti il numero 10 sarebbe il risultato della somma di 1+2+3+4 poichè riunisce i numeri che rappresentano: l’unicità, la polarità, l’armonia, la realtà spaziale e materiale, che Pitagora definì “Tetraktis“.

L’etimologia del termine significa “numero triangolare”. La tetraktys aveva un carattere sacro e i pitagorici giuravano su di essa.

I Greci si servivano dei “yefoi“, ossia di pietruzze mediante le quali i vari numeri erano rappresentati visivamente.

Con questi numeri figurati è possibile costruire serie, per esempio quella dei numeri quadrati. Infatti partendo dal primo numero quadrato, 4 (2×2), essenza della giustizia, raffigurato con quattro punti applicando lo gnomone, ossia una specie di squadra, si può ottenere il numero quadrato successivo 9 (3×3), anch’esso essenza della giustizia, in questo modo e poi ossia 16, il quadrato di quattro e così via con i numeri successivi.

Da notare che i Pitagorici non conoscevano lo zero ed è anche facile capire il perchè: con le pietruzze è impossibile rappresentarlo.

Questo fatto contribuisce a conferire all’uno uno statuto particolare: è un’entità indivisibile, rispetto alla quale nulla è antecedente. Più che un numero come gli altri, l’uno è la sorgente da cui nascono tutti gli altri numeri.

Questi a loro volta si suddividono in pari e dispari, che i Pitagorici identificavano con l’illimitato ed il limite.

L’Uno veniva chiamato parimpari, in quanto aggiunto ad un dispari genera un pari ed aggiunto ad un pari genera un dispari: ciò significa che l’uno deve contenere in sè sia il pari sia il dispari. Il dispari, a sua volta, diviso in due lascia sempre come resto un’unità che permane come limite, mentre ciò non avviene nel caso del pari, che è pertanto identificato con l’illimitato, l’infinito, che con i Pitagorici diventa un concetto fortemente negativo e così sarà per tantissimo tempo.

Mediante il calcolo con i sassolini, i Pitagorici dimostrano visivamente alcune proprietà relative a queste classi di numeri, per esempio che pari più pari risulti pari, che dispari più dispari risulti pari e così via.

Di grande simpatia godeva anche il 10, che rappresentava tutti gli altri insieme. Inoltre esso era una sorta di compendio dell’intero universo ed è rappresentabile sotto la forma chiamata Tetraktis (letteralmente significa “gruppo di quattro”).

La Tetraktis di Robert Fludd (1574-1637)

È la conoscenza di questo complesso universo di relazioni tra numeri e cose che costituiva per i Pitagorici il vertice dell’apprendimento.

Tra i numeri esistono “logoi“, ossia rapporti e tra i rapporti è possibile rintracciare una proporzione (in greco analogia), ossia uguaglianze di rapporti.

I rapporti e le proporzioni si manifestano soprattutto nell’ambito musicale, dove è centrale la nozione di armonia. Poichè anche i corpi celesti compiono con i loro movimenti percorsi regolari, esprimibili numericamente, i Pitagorici sono giunti a sostenere l’esistenza di un’armonia delle sfere celesti, non afferrabile dall’occhio umano.

Il Cosmo (in greco “kosmos” significa ordine) dei Pitagorici è costituito infatti da un fuoco centrale, paragonato al focolare di una casa, intorno al quale ruotano la Terra, la Luna, il Sole, i cinque pianeti allora conosciuti, ed il cosiddetto cielo delle Stelle fisse.

Forse per contemplare la serie fino a raggiungere il 10, i Pitagorici hanno aggiunto anche l’Antiterra, situata tra il fuoco centrale e la Terra. L’aspetto più interessante della cosmologia pitagorica è che – per la prima volta nella storia – la Terra non viene vista come centro dell’Universo.

Ma numero e proporzione dominano non solo su questa scala cosmica, ma anche all’interno del mondo umano. Essi sono all’occhio dei Pitagorici lo strumento fondamentale per far cessare la discordia tra gli uomini e instaurare l’armonia tra essi, nei loro rapporti economici e politici, attribuendo a ciascuno secondo la proporzione geometrica ciò che gli è dovuto in rapporto al suo valore e non a tutti lo stesso.

Risalta anche qui l’orientamento aristocratico dei Pitagorici, contro i quali tuonerà Eraclito, secondo cui, infatti, il rapporto tra gli opposti non deve essere di armonia, ma di lotta, di tensione.

Per i Pitagorici invece per avere armonia ci deve essere annullamento tra gli opposti. Tra i Pitagorici va ricordato Filolao, che compose uno scritto in dialetto dorico (che secondo la tradizione sarebbe stato comprato da Platone stesso).

Della sua opera ci sono rimasti alcuni frammenti dove è annunciata in maniera assertoria la tesi che il Cosmo è composto di elementi illimitati e limitanti. Ritornando alle dottrine pitagoriche, come i movimenti celesti sono eterni, perchè in essi, per la loro circolarità, il principio e la fine si ricongiungono, così anche l’anima, a differenza del corpo, ha una serie di ritorni periodici.

Del ritorno periodico di tutte le cose, diceva il pitagorico Eudemo che, data l’identità del moto e la costanza delle successioni, tutti gli eventi si riprodurranno in un tempo prefisso: “così anch’ io tornerò a parlare, tenendo questo bastoncino in mano, a voi seduti come ora; e tutto il resto si comporterà ugualmente”.

La Scienza moderna ha scoperto che nella Natura si trova l’essenza stessi dei Numeri, ad esempio i Colori sono espressioni di alcune frequenze di luce e l’Energia può essere espressa numericamente attraverso la misurazione delle vibrazioni.

Attraverso la Numerologia è possibile svelare la natura più profonda della vita umana e del mondo circostante, nonché scoprire il probabile futuro, ma il suo vero scopo è psicologico e spirituale. La Numerologia si distingue dalla Matematica, la quale è oggettiva e può essere paragonata al corpo fisico di un essere umano, mentre invece la Numerologia è soggettiva e ne rivela la sua Psicologia.

La Numerologia è molto più semplice dell’Astrologia perchè non richiede troppi calcoli complessi, ci insegna a conoscerci meglio ed è considerata un valido aiuto all’Astrologia, in quanto fornisce in breve tempo un ritratto della persona, che può essere approfondito dall’analisi del Tema astrologico.

La Numerologia è in grado di individuare il percorso evolutivo della persona e di consigliarla sul suo obiettivo spirituale, ma non deve essere usata per ottenere potere o per controllare gli altri.

Occorre sapere che vi sono vari livelli di Numerologia e che in genere quella comunemente usata in Occidente è riferita alla “personalità” e si collega ai “Corpi sottili”, fisico-eterico, emozionale e mentale, questi ultimi confusi impropriamente con l’Anima, di cui invece si occupa la Numerologia Esoterica.

Il Maestro Tibetano D.K. ha fatto numerosi riferimenti alla Numerologia nei libri dettati ad Alice Bailey, in particolare ha precisato in “Astrologia Esoterica”: “Il senso dei numeri fa parte dell’Astrologia esoterica, e il loro studio ne è, di per sé, una branca” (pag. 129 dell’edizione inglese e italiana). Inoltre: “Il numero dà la chiave della forma e dello scopo della vita velata dalla forma” (Da: “I Raggi e le Iniziazioni” pag. 105 edizione inglese e pag. 81 edizione italiana).

Quindi è necessario distinguere e riconoscere la Numerologia Classica dalla Numerologia Esoterica.

La Numerologia Classica può essere anche definita Numerologia della Personalità, mentre quella Esoterica può essere definita Numerologia dell’Anima o Numerologia Spirituale.

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