Determinazione del punto di lavoro

Consideriamo i due bipoli di fig. 4.2, con le loro convenzioni di segno e le loro caratteristiche, dalle quali si desume trattarsi di due generatori reali o di due reti equivalenti a generatori reali di Thevenin. Se si collegano i due bipoli a formare un circuito chiuso, come in fig. 4.3, occorre far coincidere i versi della tensione e della corrente, assunti come positivi.



Con la nuova convenzione di segno adottata, la caratteristica del bipolo K rimane invariata, mentre quella del bipolo J deve essere ribaltata intorno all’asse delle tensioni, poiché, in questo nuovo schema, il verso della corrente risulta entrante.
Il punto di lavoro P dei bipoli cosi collegati è dato dall’intersezione delle caratteristiche ricavate in fig. 4.3, e viene riportato in fig. 4.4.
Osserviamo le seguenti particolarità:

 

  1. Il valore di I risulta positivo; la corrente fluisce concordemente al verso scelto come positivo.
  2. Il bipolo J, pur avendo la caratteristica di un generatore, una volta inserito nel circuito di fig. 4.3, assorbe energia e si comporta da utilizzatore.

Nel caso in cui la corrente I fosse risultata negativa, il suo verso sarebbe stato opposto a quello assunto, e si sarebbe comportato da utilizzatore il bipolo K.

Fig 4.2 – Caratteristica dei bipoli

 

 

Fig 4.3 – Caratteristiche dei bipoli corrispondenti alle convenzioni di segno di figura

 

Fig 4.4 – Punto di lavoro

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