Legge di OHM

Come già visto nell articolo precedente, la tensione che viene a crearsi ai capi di un conduttore, collegato ai morsetti di un generatore di corrente costante, dipende dalle caratteristiche del conduttore stesso.


Si definisce resistenza di un conduttore, e si indica con R, il rapporto tra la tensione ai capi del conduttore e la corrente che lo attraversa

formula

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L’unità di misura della resistenza è l’ohm (simbolo Ω); un conduttore ha la resistenza di un ohm quando, percorso dalla corrente di 1 A, presenta ai suoi capi la tensione di 1 V.
Reciprocamente si ricava che, quando un conduttore di resistenza R è percorso da una corrente di valore I, presenta ai capi una tensione V data dall’espressione

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Le due espressioni qui riportate sono di fondamentale importanza in elettrotecnica, e costituiscono la legge di Ohm.

L’esperienza di Ohm dimostrò che, per numerosi conduttori, la resistenza R, propria di ciascun materiale, rimane costante per lo stesso conduttore al variare di I e di V. I materiali che presentano tale comportamento vengono detti ohmici o lineari; a tale classe appartengono tutti metalli e numerosi altri materiali di uso comune in elettrotecnica ed in elettronica

L’elemento di circuito elettrico appositamente costruito per presentare un valore di resistenza definito e costante, si chiama resistore: la fig. 1.2 a) ne indica il simbolo grafico} La fig. 1.2 b) mostra un resistore collegato ad un generatore di corrente. Coerentemente con la convenzione adottata al capitolo Del generatore di corrente il segno positivo della tensione si trova in corrispondenza del morsetto del resistore dove la corrente entra (detto per brevità morsetto entrante).

I valori che la resistenza può assumere coprono un campo molto esteso: si va dai .pochi milli-ohm di alcuni conduttori, a valori compresi fra alcuni ohm ed alcuni mega-ohm nei resistori di uso comune, a parecchi mega-ohm negli isolatori. In condizioni normali la resistenza di un conduttore, per quanto bassa, non sarà mai uguale a zero; nella maggior parte dei casi, però, essa è trascurabile rispetto a quella dei resistori e pertanto, nei calcoli, viene posta uguale a zero.

Quando due punti A e B di uno stesso circuito sono collegati da un conduttore avente resistenza nulla, la tensione VAB sarà sempre uguale a zero, indipendentemente dalla corrente che lo percorre e dalla complessità del circuito. In tal caso i due punti vengono detti equipotenziali. Risulta evidente che, quando in un circuito esiste l’esigenza di rendere equipotenziali due punti, e sufficiente cortocircuitarli, cioè collegarli per mezzo di un conduttore di resistenza nulla.

A temperature prossime allo zero assoluto, alcuni materiali presentano un improvviso e totale annullamento della resistenza. Questo fenomeno è detto superconduttivita.

Fig. 1.2 — a) simbolo del resistore; b) circuito chiuso composto da un resistore alimentato da un generatore di corrente.

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